RJC - Responsible Jewellery Council
Consulenza per adesione, COP, CoC e qualifica come fornitore dei brand del lusso
La certificazione RJC è uno standard globale volontario promosso dal Responsible Jewellery Council, organizzazione no-profit internazionale che riunisce aziende lungo tutta la filiera della gioielleria e dell’orologeria (dall’estrazione alla vendita al dettaglio).
L’obiettivo è promuovere pratiche responsabili sotto il profilo etico, sociale e ambientale, con verifica tramite audit indipendenti. Questi elementi sono sempre più strategici nei rapporti con brand del lusso, clienti internazionali, stakeholder finanziari e partner commerciali, che richiedono trasparenza, tracciabilità e gestione strutturata dei rischi ESG.
La norma RJC è uno standard trasversale, applicabile ad aziende di qualsiasi dimensione, dalle realtà artigianali alle multinazionali, purché operino nella filiera della gioielleria e dell’orologeria.
Il campo di applicazione copre l’intera catena del valore relativa a:
- oro e argento
- metalli del gruppo del platino (PGM)
- diamanti
- gemme di colore, con specifico riferimento a rubini, zaffiri e smeraldi
Oggi la certificazione RJC (soprattutto COP) è spesso richiesta come prerequisito per:
- la qualifica come fornitore di brand del lusso e gioielleria;
- la riduzione dei rischi reputazionali e di compliance;
- una dimostrazione credibile di sostenibilità e trasparenza lungo la filiera.
RJC infatti serve a:
- promuovere fiducia e trasparenza nella filiera dei metalli preziosi e delle gemme;
- assicurare standard elevati su business responsabile, diritti umani, sicurezza e ambiente;
- standardizzare requisiti etici in un settore complesso e globale.
La certificazione viene rilasciata a seguito di audit di terza parte (enti accreditati) che verificano la conformità ai requisiti applicabili.
I due standard RJC: COP e CoC
Il Code of Practices (COP) e la Chain of Custody (CoC) non sono due certificazioni alternative, ma due livelli complementari di uno stesso sistema. Insieme permettono di dimostrare, in modo completo e credibile, la responsabilità di un’azienda che opera nella filiera della gioielleria e degli accessori metallici.
Il COP rappresenta la base del sistema RJC ed è obbligatorio per tutti i membri. Riguarda l’azienda nel suo complesso e verifica che l’organizzazione sia gestita in modo responsabile sotto il profilo etico, sociale, ambientale e di salute e sicurezza. Attraverso il COP viene dimostrata l’affidabilità dell’impresa, la sua conformità normativa e la capacità di gestire in modo strutturato i principali rischi legati al business.
La CoC, invece, costituisce un livello aggiuntivo e più specifico. Non guarda all’organizzazione nel suo insieme, ma si concentra sui materiali, in particolare sulla loro origine e sulla tracciabilità lungo la catena di fornitura. È una certificazione volontaria, ma spesso strategica, perché richiesta da molti brand per determinate linee di prodotto o per l’utilizzo di materiali dichiarati come “responsabili”.
Nella pratica, molti brand del lusso accettano fornitori con COP certificato, considerandolo una garanzia sufficiente di gestione responsabile. Altri, soprattutto per prodotti o materiali sensibili, richiedono anche la CoC, per avere un’ulteriore certezza sulla provenienza e sulla tracciabilità dei metalli preziosi.
RJC Code of Practices (COP): obbligatorio
Il Code of Practices (COP) è lo standard principale e obbligatorio del Responsible Jewellery Council. In sostanza, il COP risponde a una domanda molto concreta: “Questa azienda è gestita in modo responsabile, etico e conforme lungo tutta la propria attività?”.
Il COP copre l’intera organizzazione e tutti i processi aziendali, andando a verificare che esistano regole, responsabilità e controlli reali su temi chiave. Le 45 disposizioni del Code of Practices sono organizzate attorno a sei grandi aree tematiche, che rappresentano l’architettura della responsabilità nel settore della gioielleria e dell’orologeria.
REQUISTI GENERALI: Il primo obiettivo è rafforzare la conformità legale e normativa e promuovere una gestione trasparente e strutturata dell’impresa. Il COP richiede sistemi di controllo interni efficaci, maggiore rendicontazione pubblica e un impegno chiaro e verificabile verso prassi di business responsabile.
SALUTE, SICUREZZA SUL LAVORO, AMBIENTE: Il COP impone la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e la protezione dell’ambiente lungo tutta la filiera. Un approccio che integra sicurezza operativa e sostenibilità ambientale in un unico quadro gestionale.Questo significa:
- gestione strutturata dei rischi per la sicurezza;
- prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali;
- controllo degli impatti ambientali;
- uso efficiente delle risorse naturali.
FILIERA RESPONSABILE, DIRITTI UMANI E DUE DILIGENCE: Uno dei pilastri più strategici riguarda la due diligence lungo la supply chain. È il cuore della responsabilità ESG applicata alla filiera globale dei metalli preziosi e delle gemme. Le aziende devono:
- prevenire e mitigare violazioni dei diritti umani;
- gestire i rischi legati all’approvvigionamento;
- promuovere pratiche anticorruzione;
- contribuire allo sviluppo delle comunità coinvolte.
PRODOTTI IN ORO, ARGENTO, PGM, DIAMANTI E GEMME DI COLORE: Il COP richiede controlli adeguati sui prodotti e una comunicazione corretta verso il mercato. L’obiettivo è evitare:
- pratiche di marketing fuorvianti;
- dichiarazioni ingannevoli sull’origine o sulle caratteristiche dei materiali;
- mancanza di trasparenza nelle informazioni fornite ai clienti.
La fiducia del consumatore è un asset strategico, e va tutelata con rigore.
DIRITTI DEI LAVORATORI E CONDIZIONI DI LAVORO: Lo standard promuove il rispetto delle convenzioni internazionali sul lavoro e richiede condizioni occupazionali eque e responsabili.
- divieto di lavoro minorile e forzato;
- non discriminazione;
- libertà di associazione;
- orari di lavoro e retribuzioni conformi;
- ambienti di lavoro sicuri e dignitosi.
ATTIVITA' ESTRATTIVA E LAVORAZIONE MINERARIA RESPONSABILI: Per le aziende coinvolte nell’estrazione e nella lavorazione mineraria, il COP impone pratiche responsabili di esplorazione, estrazione e trattamento dei minerali. L’obiettivo è proteggere:
- le comunità locali;
- gli ecosistemi;
- i territori potenzialmente interessati da impatti negativi.
La certificazione COP dimostra che l’azienda non si limita a “dichiarare” sostenibilità ma ha un sistema organizzato e verificabile, ed è in grado di gestire rischi etici, sociali, ambientali e di sicurezza in modo strutturato. Per questo motivo è spesso richiesta dai brand del lusso come condizione di qualifica o mantenimento del fornitore.
Un elemento chiave riguarda l’ambito della certificazione: il COP non si applica a singole sedi isolate, ma all’intera organizzazione. Devono essere incluse tutte le strutture possedute o controllate che contribuiscono alla filiera di oro, argento, PGM, diamanti e gemme di colore. L’approccio è quindi globale e integrato: la responsabilità non può essere circoscritta a un solo sito, ma deve estendersi a tutta l’azienda coinvolta nella catena del valore.
RJC Chain of Custody (CoC): volontario (tracciabilità dei materiali)
La Chain of Custody (CoC) è uno standard volontario e complementare al COP. Se il COP guarda a come è gestita l’azienda, la CoC guarda a da dove arrivano i materiali e come vengono tracciati. La CoC definisce i requisiti per garantire che materiali come oro e metalli del gruppo del platino (platino, palladio, rodio, ecc.) siano
- approvvigionati in modo responsabile;
- tracciati e segregati lungo tutta la catena di fornitura;
- accompagnati da una documentazione verificabile in ogni fase (acquisto, lavorazione, stoccaggio, spedizione).
La certificazione CoC prevede:
- Tracciabilità del materiale certificato: Il materiale CoC deve essere mantenuto separato o gestito tramite sistemi documentali e controlli rigorosi che ne preservino l’identità lungo tutta la catena di approvvigionamento.
- Origine da fonti responsabili: La filiera inizia esclusivamente da fonti che soddisfano criteri di idoneità in materia di legalità, due diligence e approvvigionamento responsabile.
- Audit indipendenti in ogni fase: Ogni operatore della filiera che intende trattare materiale CoC deve essere certificato e sottoposto ad audit di terza parte. La conformità non si trasferisce automaticamente tra soggetti: ogni anello della catena deve dimostrare il rispetto dei requisiti.
- Sostegno alle miniere artigianali e su piccola scala (AEA/ASM): La certificazione promuove anche l’inclusione responsabile delle miniere artigianali e su piccola scala, favorendo pratiche etiche, trasparenza e miglioramento delle condizioni sociali e ambientali.
- Standard volontario ma strategico: Pur essendo volontaria, la CoC rappresenta uno strumento ad alto valore competitivo per le aziende che vogliono offrire garanzie concrete sull’origine dei metalli preziosi, soprattutto nei mercati del lusso e nei contesti ad elevata sensibilità E
La CoC richiede all’azienda di implementare:
- procedure specifiche per la gestione dei materiali “claim RJC”;
- sistemi di separazione fisica o contabile dei flussi. L’azienda deve individuare tutti i punti del processo in cui il materiale certificato CoC potrebbe mescolarsi con materiale non certificato e perdere la propria identificazione introducendo controlli per evitarlo.
- sistemi per tenere sotto controllo quantità e movimenti. L’azienda deve essere sempre in grado di dimostrare che: Quanto materiale CoC entra = quanto viene trasformato + quanto rimane + quanto esce.
- registrazioni puntuali che permettano di ricostruire il percorso del materiale. Se l’azienda emette un documento CoC dichiarando che il materiale proviene da una determinata fonte e ha determinate caratteristiche deve avere sistemi interni che garantiscano la separazione e la corretta riconciliazione di quel materiale specifico.
controlli interni e verifiche periodiche.
Non tutte le aziende ne hanno bisogno: la CoC è richiesta solo se si vogliono fare dichiarazioni di tracciabilità o se il cliente/brand lo impone contrattualmente.
Adesione al RJC: il primo passo verso la certificazione COP e CoC
Prima di avviare l’iter di certificazione RJC Code of Practices (COP) e/o RJC Chain of Custody (CoC), l’azienda deve essere formalmente ammessa come membro del Responsible Jewellery Council (RJC). L’adesione non è un passaggio meramente formale: rappresenta una fase imprescindibile e al tempo stesso strategica per le imprese della filiera della gioielleria, dell’oreficeria e degli accessori moda metallici che intendono dimostrare, in modo credibile e verificato, il proprio impegno su etica, responsabilità sociale e tutela ambientale.
Due diligence obbligatoria: requisiti KYC e antiriciclaggio
Il RJC, in conformità agli obblighi di KYC (Know Your Customer) e alla normativa antiriciclaggio del Regno Unito, non può instaurare alcun rapporto associativo senza aver completato un processo strutturato di due diligence. La verifica riguarda:
- la società richiedente;
- tutte le entità controllanti, fino alla capogruppo finale;
- il/i titolare/i effettivo/i ultimo/i (UBO);
- tutte le società del gruppo incluse nell’ambito di adesione;
- amministratori e azionisti che detengano almeno il 20% di qualsiasi entità del gruppo rientrante nell’ambito.
Per ciascun soggetto coinvolto è richiesta la documentazione prevista dall’elenco ufficiale RJC. Questo passaggio è fondamentale per garantire trasparenza, integrità societaria e conformità ai requisiti internazionali in materia di prevenzione del riciclaggio e finanziamento illecito.
Costi di adesione e certificazione
Dal punto di vista economico, il percorso comporta:
- una quota associativa annuale RJC, calcolata in funzione del fatturato legato ai metalli preziosi (vedi Quote associative RJC 2026);
- i costi dell’audit di certificazione;
- l’eventuale supporto consulenziale per l’adeguamento ai requisiti dello standard.
Nella pratica, questi costi sono spesso ampiamente compensati dal valore strategico della certificazione. Molti brand del lusso richiedono infatti l’RJC come requisito di qualifica o come condizione essenziale per il mantenimento del rapporto commerciale.
Documentazione e tempistiche
Durante la fase di adesione, il RJC richiede una documentazione dettagliata finalizzata a:
- comprendere la struttura societaria dell’organizzazione;
- verificare i requisiti di onorabilità e integrità di soci e management;
- valutare l’ammissibilità dell’azienda all’associazione.
La documentazione deve essere predisposta in lingua inglese ed è sottoposta a valutazione interna da parte del RJC. I tempi medi di esame sono generalmente di circa sei mesi, variabili in funzione del numero di richieste in corso.
Una volta ammessa come membro, l’azienda può avviare il percorso di certificazione rivolgendosi a un ente di certificazione (ad esempio Bureau Veritas, SGS, Intertek).
La certificazione COP deve essere ottenuta entro 24 mesi dall’adesione.
Scarica in fondo alla pagina la guida completa per la presentazione della domanda di adesione al RJC.
Novasafe come supporta le aziende per la certificazione RJC
Supportiamo le imprese della filiera della gioielleria, dell’oreficeria e degli accessori moda metallici in tutte le fasi del percorso, dall’adesione all’Associazione RJC fino al conseguimento della certificazione COP e, se richiesto, CoC. Lavoriamo con un approccio pratico e orientato all’audit, costruendo sistemi realmente applicabili e sostenibili nel tempo, non semplici documenti formali.
Il nostro intervento comprende:
- analisi iniziale di conformità e definizione del percorso più efficace;
- supporto all’adesione RJC e alla predisposizione della documentazione in lingua inglese;
- implementazione di procedure, policy e strumenti richiesti dallo standard;
- formazione e affiancamento a Direzione, HR, HSE e reparti operativi;
- preparazione all’audit di terza parte e gestione delle eventuali non conformità.
Il risultato è un sistema solido, verificabile e riconosciuto a livello internazionale, che consente all’azienda di presentarsi ai clienti come fornitore affidabile, strutturato e allineato alle aspettative dei brand più esigenti.
Se stai valutando la certificazione RJC o se un tuo cliente la richiede come prerequisito, contattaci per una valutazione preliminare: ti aiuteremo a capire rapidamente se, come e quando affrontare il percorso, con la massima chiarezza su tempi, costi e benefici.
Scarica e consulta gli allegati
Standard RJC CoC Italiano
Standard RJC CoP Italiano
Guida domanda di adesione RJC - Documenti necessari
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