CSRD: slittano al 2027 gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità
Posticipati gli obblighi ESG: grandi imprese dal 2027, PMI quotate dal 2028
Con la Legge 8 agosto 2025, n. 118, che ha convertito il DL del 30 giugno 2025 n. 95 (Decreto Economia), l’Italia ha recepito la direttiva europea 2025/794 posticipando di due anni gli obblighi previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).
Nuove scadenze per la rendicontazione CSRD
Imprese di grandi dimensioni e società madri di un gruppo di grandi dimensioni che non costituiscono enti di interesse pubblico: obbligo dal 1° gennaio 2027 con pubblicazione del report nel 2028.
PMI quotate (escluse microimprese): obbligo dal 1° gennaio 2028 con prima pubblicazione del report nel 2029.
Perché è stato deciso il rinvio
Il rinvio concede alle aziende più tempo per:
potenziare i sistemi di governance interna;
formare figure specializzate in ambito ESG;
strutturare processi di raccolta e validazione dei dati;
pianificare strategie di sostenibilità solide e a lungo termine.
Chi deve redigere la rendicontazione
Gli obblighi previsti dalla CSRD non riguardano tutte le imprese, ma solo quelle che rispettano specifici criteri:
aziende con oltre 250 dipendenti e almeno 50 milioni di euro di fatturato o 25 milioni di euro di stato patrimoniale;
PMI quotate, ad eccezione delle microimprese;
società benefit.
Evoluzione normativa in Italia
2016: introduzione della Dichiarazione Non Finanziaria (DNF) per grandi imprese diinteresse pubblico (>500dipendenti) con il D.Lgs. 254/2016.
2022: Direttiva UE 2022/2464 (CSRD) amplia l’obbligo di rendicontazione a un maggiornumero di imprese,introduzione ESRS (EuropeanSustainability ReportingStandards).
2024: D.Lgs. 125/2024 recepisce la CSRD in Italia, fissando l’avvio al 2025–2026.
2025: Legge 118/2025 proroga di due anni le scadenze fissate dal D.Lgs. 125/2024 e recepimento direttiva (UE) 2025/794.