Negli ultimi anni la giurisprudenza e gli organi di vigilanza hanno ribadito un principio fondamentale: la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro deve essere effettivamente compresa da chi la riceve.

Il D.Lgs. 81/2008, agli articoli 36 e 37, stabilisce infatti che la figura datoriale deve garantire una formazione adeguata e sufficiente, anche tenendo conto delle conoscenze linguistiche dei lavoratori e delle lavoratrici.
Ciò significa che, in presenza di personale straniero, è indispensabile accertare che i contenuti formativi siano trasmessi in una lingua da loro compresa e verificata.

Diversi casi giudiziari hanno confermato l’importanza di questo aspetto: incidenti avvenuti per la mancata comprensione di termini tecnici o istruzioni di sicurezza hanno portato a condanne significative per i datori/datrici di lavoro e i formatori/formatrici.
La Corte di Cassazione, in più sentenze, ha ribadito che la formazione “non compresa” equivale, di fatto, a formazione “non svolta”.

A conferma di quanto sopra c’è un consolidato orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte di Cassazione, di cui ad ogni buon fine si elencano alcune sentenze:


• Cassazione Penale, Sez.IV, 8 aprile 2015 n.14159 (trattasi di un lavoratore straniero su una PLE, non in grado di comprendere il significato del termine “elettrocuzione” – come messo in luce dalla sentenza –, che operava non rispettando la distanza di sicurezza da una linea elettrica)


• Cassazione Penale, Sez.III, 3 ottobre 2016 n.41129 (trattasi di un preposto straniero allo smontaggio di un ponteggio che in sede processuale non riusciva nemmeno a leggere in italiano la dichiarazione di impegno a dire la verità)

• Cassazione Penale, Sez.IV, 23 luglio 2018 n.34805 (trattasi di un lavoratore straniero adibito ad una operazione di manutenzione su di una macchina per pressofusione, ma – come evidenziato dalla sentenza – non aveva compreso le modalità con cui procedere).

Per questo motivo, prima dell’avvio dei corsi, è buona prassi – e in molti casi un vero e proprio obbligo – verificare la conoscenza della lingua veicolare utilizzata durante la formazione.
Tale verifica può essere effettuata attraverso test preliminari di comprensione linguistica, semplici ma efficaci, che consentono al personale docente di valutare se il/la partecipante sia in grado di seguire correttamente le lezioni e comprendere i concetti chiave legati alla sicurezza.

Questa attenzione è essenziale non solo per la tutela dei lavoratori stranieri, ma anche per la responsabilità di datori/datrici di lavoro e docenti, chiamati a garantire che la formazione sia realmente efficace.

Per supportare le aziende e formatori/formatrici, sono disponibili modelli di test linguistici da utilizzare prima dei corsi di formazione.
Un piccolo passo che può fare una grande differenza in termini di sicurezza e conformità normativa.



Vuoi maggiori informazioni sui servizi di
Sicurezza - Sostenibilità - Governance

Compila il form o scrivici all'indirizzo e-mail info@novasafe.it

Pagine che ti potrebbero interessare

Gestione Formazione Sicurezza sul Lavoro

Gestione Formazione Sicurezza sul Lavoro

Entra