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Il recente studio pubblicato sul British Medical Journal mira a valutare la correlazione tra biossido di azoto (NO2) e la mortalità totale, cardiovascolare e respiratoria in più paesi/regioni del mondo, utilizzando un protocollo analitico uniforme. Lo studio è stato condotto in 398 città in 22 Paesi del mondo a basso, medio o alto reddito ed ha evidenziato che un incremento di 10 microgrammi al metro cubo di biossido di azoto è legato a un aumento dello 0,46% della mortalità totale, dello 0,37% per patologie cardiovascolari e dello 0,47% per quelle respiratorie.

Il biossido di azoto viene prodotto principalmente dal traffico veicolare. Altre fonti sono gli impianti di riscaldamento civili e industriali, le centrali per la produzione di energia e un ampio spettro di processi industriali.

Il risultato dello studio ha fatto notare che, anche se la sua concentrazione nell’aria rientra nei limiti di legge, il biossido di azoto è legato a un aumento della mortalità per patologie cardiovascolari e respiratorie.